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Apr 8 2009

Le ragioni del NO al nucleare

Torno a parlare del nucleare, riportando un articolo che ho pubblicato su artenaonline.it qualche settimana fa.

centrale-nucleare-belgioUltimamente si è tornato a parlare di un ritorno al nucleare e pochi giorni fa il nostro Presidente del Consiglio ha stretto un accordo di cooperazione con il Presidente Francese (cito l’on. Scajola:riguarda tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale in paesi terzi). Inoltre è stato presentato un disegno di legge alla Camera per il ritorno all’energia nucleare in Italia tramite la costruzione di 4 nuovi impianti di ultima generazione.

Anche qui, nel nostro piccolo, ad Artena, una porta su questo dibattito è stata aperta: l’ha fatto la sezione del PDL di Artena, con un articolo dal titolo Nucleare, perchè scegliere questo tipo di energia. I contenuti sono in linea con quelli dettati dal Presidente del Consiglio: la rinuncia al nucleare è stato un fallimento e un grave errore per l’Italia, ha determinato la dipendenza energetica dal petrolio e da nazioni vicine che invece usano il nucleare come la Francia e la Slovenia. A causa di ciò il consumatore finale paga la metà di quello che paga un inglese e il triplo di quello che paga un francese per chilowattora.

Vengono riportate nell’articolo le 10 domande che tramite il quotidiano Il Giornale vengono poste all’onorevole Scajola: si inizia con la sicurezza degli impianti di ultima generazione (passando per l’obbligatoria domanda su Chernobyl), si passa al risparmio economico per i cittadini nella bolletta energetica, si smentisce l’utopia che l’energia nucleare possa affrancare l’Italia dall’importazione del greggio, si torna a parlare della sicurezza degli impianti, viene fatto un rapido passaggio sul problema irrisolto delle scorie (“…l momento non esiste un sistema per eliminare totalmente le scorie nucleare. Ed è molto improbabile che, anche in futuro, possa essere trovata una soluzione che faccia «sparire» le scorie. Va però precisato che il problema delle scorie è spesso ingigantito dai pasdaran dell’antinuclearismo a causa della scarsa conoscenza dell’argomento. Le scorie, infatti, non presentano infatti nessun rischio reale…“) e si conclude con la speranza sul futuro e gli esempi (Svezia e Francia) da seguire.

In verità, l’intervista all’Onorevole Scajola è onesta. Non nasconde alcuni difetti di questo ritorno al nucleare. Ma non li nasconde tutti. E allora mi sono divertito a rispondere anch’io a vero e falso, proprio come l’on. Scajola.

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