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	<title>jozmile.info &#187; artena</title>
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	<description>Qualcuno finisce sempre lo jagermeister</description>
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		<title>LiveARTena &#8216;09 &#8211; artenaonline.it si muove</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 14:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jozmile</dc:creator>
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LIVEARTena &#8216;09 è una manifestazione culturale che avrà luogo nel Centro Storico di Artena dal 3 luglio alla metà di settembre. Ma in realtà LiveArt è qualcosa di più. Live Art è un gruppo di giovani che vuole portare avanti una missione, quella di dire basta all’assenza di politiche giovanili nel nostro paese, quello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img alt="" src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/06/LIVE-ART-300x300.jpg" class="aligncenter" width="300" height="300" /></p>
<p><strong>LIVEARTena &#8216;09</strong> è una manifestazione culturale che avrà luogo nel <strong>Centro Storico di Artena</strong> dal 3 luglio alla metà di settembre. Ma in realtà LiveArt è qualcosa di più. Live Art è un gruppo di giovani che vuole portare avanti una missione, quella di dire basta all’assenza di politiche giovanili nel nostro paese, quello di dire basta a tutte quelle persone che ritengono noi giovani ancora non all’altezza, ma soprattutto <strong>LiveArt </strong>vuole essere un modo per riappropriarsi di uno spazio, il Centro Storico di Artena, nel quale tutti credono ma poche, pochissime persone sono pronte a spendersi in prima persona, a rimboccarsi le maniche e a fare qualcosa per migliorarlo. Noi quest’anno siamo partiti da questo, dalla grande voglia che ognuno di noi aveva di fare qualcosa di pratico, di reale, mettersi in gioco per rischiare per una causa che crediamo giusta.</p>
<p><strong>Info: <a href="http://artenaonline.it/liveartena-09/">http://artenaonline.it/liveartena-09/</a></strong></p>
<p>Visitatori di questo limbo, diffondete la nueva.</p>
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		<title>Le ragioni del NO al nucleare</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 07:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jozmile</dc:creator>
				<category><![CDATA[energia e ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[artena]]></category>
		<category><![CDATA[no al nucleare]]></category>

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		<description><![CDATA[Torno a parlare del nucleare, riportando un articolo che ho pubblicato su artenaonline.it qualche settimana fa.
Ultimamente si è tornato a parlare di un ritorno al nucleare e pochi giorni fa il nostro Presidente del Consiglio ha stretto un accordo di cooperazione con il Presidente Francese (cito l&#8217;on. Scajola:riguarda tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torno a parlare del nucleare, riportando un articolo che ho pubblicato su artenaonline.it qualche settimana fa.</p>
<p><a href="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/03/centrale-nucleare-belgio.jpg"><img src="http://artenaonline.it/wp-content/uploads/2009/03/centrale-nucleare-belgio-300x198.jpg" alt="centrale-nucleare-belgio" title="centrale-nucleare-belgio" width="300" height="198" class="alignright size-medium wp-image-2007" /></a>Ultimamente si è tornato a parlare di un ritorno al nucleare e pochi giorni fa il nostro Presidente del Consiglio ha stretto un accordo di cooperazione con il Presidente Francese (cito l&#8217;on. Scajola:<em>riguarda tutti gli aspetti del nucleare, dalla collaborazione in sede europea ai temi della sicurezza, dalla cooperazione tecnologica alla formazione dei tecnici, dallo smantellamento degli impianti alla collaborazione industriale in paesi terzi</em>). Inoltre è stato presentato un disegno di legge alla Camera per il ritorno all&#8217;energia nucleare in Italia tramite la costruzione di 4 nuovi impianti di ultima generazione.</p>
<p>Anche qui, nel nostro piccolo, ad Artena, una porta su questo dibattito è stata aperta: l&#8217;ha fatto la sezione del PDL di Artena, con un articolo dal titolo <strong><em>Nucleare, perchè scegliere questo tipo di energia</em></strong>. I contenuti sono in linea con quelli dettati dal Presidente del Consiglio: la rinuncia al nucleare è stato un fallimento e un grave errore per l&#8217;Italia, ha determinato la dipendenza energetica dal petrolio e da nazioni vicine che invece usano il nucleare come la Francia e la Slovenia. A causa di ciò il consumatore finale paga la metà di quello che paga un inglese e il triplo di quello che paga un francese per chilowattora.</p>
<p>Vengono riportate nell&#8217;articolo le 10 domande che tramite il quotidiano <strong><em>Il Giornale</em></strong> vengono poste all&#8217;onorevole Scajola: si inizia con la sicurezza degli impianti di ultima generazione (passando per l&#8217;obbligatoria domanda su Chernobyl), si passa al risparmio economico per i cittadini nella bolletta energetica, si smentisce l&#8217;utopia che l&#8217;energia nucleare possa affrancare l&#8217;Italia dall&#8217;importazione del greggio, si torna a parlare della sicurezza degli impianti, viene fatto un rapido passaggio sul problema irrisolto delle scorie (&#8220;<em>&#8230;l momento non esiste un sistema per eliminare totalmente le scorie nucleare. Ed è molto improbabile che, anche in futuro, possa essere trovata una soluzione che faccia «sparire» le scorie.<strong> Va però precisato che il problema delle scorie è spesso ingigantito dai pasdaran dell’antinuclearismo a causa della scarsa conoscenza dell’argomento. Le scorie, infatti, non presentano infatti nessun rischio reale&#8230;</strong></em>&#8220;) e si conclude con la speranza sul futuro e gli esempi (Svezia e Francia) da seguire.</p>
<p>In verità, l&#8217;intervista all&#8217;Onorevole Scajola è onesta. Non nasconde alcuni difetti di questo ritorno al nucleare. <strong>Ma non li nasconde tutti.</strong> E allora mi sono divertito a rispondere anch&#8217;io a vero e falso, proprio come l&#8217;on. Scajola.</p>
<p><span id="more-180"></span></p>
<p><strong>a) Gli impianti atomici di terza generazione sono più sicuri dei precedenti?</strong><br />
VERO. Sono più sicuri di quelli di seconda generazione. Questa sicurezza ha però un prezzo: <em><strong>cfr. wikipedia</strong>: il costo di costruzione del reattore EPR &#8211; Franco-Tedesco (di progettazione classica), in costruzione a Olkiluoto in Finlandia, è stimato in <strong>tre miliardi e duecento milioni di euro</strong>.</em> A ciò bisogna sommare le variabili di costo che possono incidere in un buon 40% sul progetto e l&#8217;incognita della poca esperienza nell&#8217;uso di nuove tecnologie.<br />
Il tanto decantato reattore di terza generazione è realizzato infatti utilizzando le stesse tecnologie dei reattori di seconda generazione (quelli che ogni tanto&#8230; fanno cilecca&#8230;): utilizza lo stesso combustibile nella medesima quantità, produce le stesse scorie nella medesima quantità. Prevedono però un approccio diverso alla filosofia di progettazione in quanto viene considerata l&#8217;ipotesi del disastro ambientale, quindi si fa di tutto per ridurre la fuga di scorie radioattive nell&#8217;eventualità di un incidente grave. La ridotta probabilità di un incidente porta con se però una sicurezza: nel caso in cui la struttura e le tecnologie di un impianto di terza generazione non riescano a contenere un grave incidente (come l&#8217;incidente Chernobyl), <strong>proprio questi sistemi di sciurezza comporterebbero un aumento del 50% delle dimensioni del disastro</strong>.<br />
I fatti poi parlano chiaro: <strong>tra il 1 Gennaio 2009 e il 22 Febbraio 2009 sono stati denunciati 4 incidenti in centrali nucleari</strong>: uno è stato in una centrale di terza generazione <a href="http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=430">(http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=430)</a> a riprova del fatto che gli incidenti ci sono e continueranno ad esserci.<br />
<strong>b) Un terribile incidente come quello di Cernobyl oggi potrebbe ripetersi?</strong><br />
L&#8217;incidente di Chernobyl è stato determinato da una sfortunata serie di eventi e da gravissimi errori umani. E&#8217; VERO ciò che dice l&#8217;Onorevole Scajola. Ma nessuno può garantire che le stesse condizioni, o condizioni diverse possano portare a disastri dello stesso tipo.<br />
<strong>c) Le centrali Epr destinate all&#8217;Italia garantiranno un risparmio sulle bollette dei cittadini?</strong><br />
Come possiamo esserne così sicuri? Se le centrali verrano completate nel 2020 (data ipotetica, ricordiamoci che siamo in Italia), è stato previsto per quel periodo il picco della richiesta e l&#8217;inizio della scarsità dell&#8217;elemento in natura. Cosa succederà allora? Cosa metteremo nelle centrali nucleari? E soprattutto, quale sarà il costo della materia prima?<br />
Il confronto con l&#8217;energia solare per esempio è a tutto vantaggio dell&#8217;energia nucleare, <strong>oggi</strong>: la prima ha un costo di 40/60 eurocent/kwh, la seconda 7/8 eurocent/kwh. Ma il costo dell&#8217;energia solare sta scendendo drasticamente e le future tecnologie permettono di sperare in un abbattimento precoce e veloce di questi costi. Se consideriamo invece le stime delle miniere di uranio,  che <strong>il nucleare non è una fonte rinnovabile di energia paragonabile a quella solare</strong>, che nei 7/8 eurocent/kwh non vengono considerati i costi della manutenzione di un impianto nucleare e del gravissimo problema delle scorie nucleari nonchè <strong>gli immensi costi di smantellaemnto e bonifica degli impianti alla fine della vita utile (30 anni)</strong>, si può ancora dire che ci sarà risparmio sulla bolletta? Andatelo a chiedere a quei francesi che ora dovranno usare corrente elettrica a petrolio invece del nucleare, dato che le 59 (&#8230;e dico&#8230; 59, non&#8230; 4 come ha intenzione di costruire il governo Berlusconi ) verrano chiuse tra oggi e il 2025 e in Francia<strong> si sta pensando di sospendere lo sviluppo dell&#8217;unica centrale nucleare in costruzione</strong>?<br />
<strong>d) La creazione dei moderni reattori ci affrancherà del tutto dalle importazioni del greggio?</strong><br />
NO! E ci ritroveremo con degli impianti già obsoleti e con carburante più costoso del petrolio al primo giorno di utilizzo (in previsione di avvio degli impianti a partire dal 2020).<br />
<strong>e)Esistono rischi per gli abitanti che vivono nelle aree dove sorgeranno le centrali?</strong><br />
Una ripetizione della prima domanda, anche perchè se una centrale è sicura è sicura per tutti, sia chi ci abita vicino che ci abita più lontano. E la risposta è la stessa: i rischi sono minori, ma esistono.<br />
<strong>f)Le scorie prodotte potranno mai essere smaltite in maniera definitiva?</strong><br />
FALSO, come dice Scajola. E vorrei ben vedere: in questo paese abbiamo già problemi con la immondizia normale, figuriamoci con i rifiuti radioattivi. Senza considerare che gli scandali che riguardano isotopi radioattivi in Italia ci sono già ora: per esempio, i rifiuti di origine ospedaliera che ogni tanto saltano fuori dai camion che vanno nelle comuni discariche. Inoltre, mi pare di ricordare che il territorio italiano è altamente sismico o a rischio idrogeologico, quindi evidentemente non adatto ad ospitare siti per lo stoccaggio di questi materiali che dovrebbero contenere questi rifiuti speciali a volte per <strong>decine di migliaia di anni</strong>. Il dato di fatto è che le scorie delle centrali italiane spente ancora aspettano una sistemazione (90.000 metri cubi di rifiuti radioattivi da sistemare che sono attualmente stoccati nelle aree delle ex centrali più 135 tonnellate momentaneamente ospitate dalla Francia), visto che la proposta da Scansano Ionico è stata totlamente bocciata soprattutto in ambito accademico. Vogliamo prendere esempio anche qui dalla Francia o da paesi più progrediti? <strong>Va sottolineato che oggi non esiste al mondo un deposito in esercizio. Non esiste al mondo un sito totalmente impermeabile dove depositare rifiuti, come quelli nucleari, con tempi di attivita geologici.</strong>. Gli USA hanno impiegato <strong>9 miliardi di dollari e 25 anni</strong> negli studi di un complesso calcareo (lo Yucca Mountain) per un nulla di fatto: <strong>davanti ad un preventivo di altri 80 miliardi di dollari il presidente Obama ha sospseo il progetto</strong>; la <strong>civilissima e progredita Francia</strong> ha ben pensato di regalarne un pochino alla Bosnia Erzegovina seppellendole in blocchi di cemento sui fondi dei laghi Buško (nei pressi di Livno), Ramsko e Jablanicko (tra Prozor e Jablanica), o nelle fosse di Goranci (vicino Mostar) o in altre miniere abbandonate della Bosnia Centrale (<a href="http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/10942/1/51/">http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/10942/1/51/</a>), e di disseminare le campagne francesi con quelle che non sono riusciti a &#8230; regalare (<a href="http://programmes.france3.fr/pieces-a-conviction/51415247-fr.php">http://programmes.france3.fr/pieces-a-conviction/51415247-fr.php</a>). La <strong>pulitissima ed ecologissima Finlandia </strong> ha un solo deposito, di tipo temporaneo ad Olkiluoto e non ha progetti per depositi geologici (in grado cioè di garantire la sicurezza per <strong>tempi geologici</strong>).<br />
<strong>C&#8217;E&#8217; DA FARE UNA IMPORTANTISSIMA CONSIDERAZIONE</strong>: secondo la UE, dopo i fatti di Scansano Ionico in Italia, l&#8217;esigenza di studiare e costruire un deposito geologico per la definitiva sistemazione delle <strong>scorie nucleari europee</strong> non spetta ai paesi privi di piano energetico nucleare (come l&#8217;Italia), i quali non hanno l&#8217;obbligo di costruire un tale deposito e possono attendere &#8220;soluzioni europee&#8221;.<br />
<strong>g)Esiste un sistema sicuro per rendere innocui plutonio e prodotti di fissione?</strong><br />
FALSO. FALSO. FALSO! Vorrei sapere perchè l&#8217;on. Scajola da questa risposta totalmente falsa: le scorie nucleari sono al 94% ancora combustibile originale. Cioè nell&#8217;uso in una centrale viene usato il 6% di materiale combustibile. Lo scarto viene preso e bonificato , ma nel senso di bonifica tecnica, non che viene reso neutro. Anzi, torna ad essere in alcuni casi combustibile per la stessa centrale.<strong> E la maggior parte degli incidenti  avviene durante questo processo di bonifica per i rischi che comporta maneggiare questo materiale</strong>.<br />
<strong>h) Le future centrali di quarta generazione &#8220;ricicleranno&#8221; il plutonio?</strong><br />
Ma se ancora non si è determinato con certezza quali sono i requisiti per far parte di centrali di 3a generazione, come si fa a parlarne di una quarta? Negli anni ottanta Kubrick ci fece immaginare che nel 2001 avremmo conquistato lo spazio. Sotto casa mia vedo ancora la Panda&#8230; Questa domanda (e la risposta) sono peggiori di quella precedente. Propaganda?<br />
<strong>i)Nazioni come Francia e Svezia possono rappresentare dei modelli per il nostro Paese?</strong><br />
Non saprei&#8230; Avete letto il discorso sulle scorie? Soprattutto la Francia non mi pare un bell&#8217;esempio&#8230;<br />
<strong>i) L&#8217;installazione dei reattori creerà una maggiore produzione di energia elettrica?</strong><br />
VERO. Sulla carta 2600 MW in più totali. Ai 2600 MW vanno tolti i MW per tenere accesa la centrale, il costo di approviggionamento del combustibile, il costo di manutenzione della centrale (una miliardina d&#8217;euro l&#8217;anno&#8230;), il costo per lo smantellamento (per il reattore di Calder Hall a Sellafield in Gran Bretagna, chiuso nel 2003, i lavori potranno terminare all&#8217;incirca nel 2115, cioè circa 160 anni dall&#8217;inaugurazione, avvenuta negli anni &#8216;50), il costo per lo smaltimento delle scorie&#8230; Un conto economico totale che non viene ripagato con un ipotetico funzionamento continuativo di un centinaio di anni.</p>
<p><strong>CONCLUSIONE</strong>: se escludiamo Cina, India e Iran che sviluppano il nucleare soprattutto per scopi bellici, solo Italia e Bulgaria hanno intenzione di avviare l&#8217;iter per la realizzazione di nuove centrali nucleari, mentre Francia, Finlandia, Russia e Ucraina (quest&#8217;ultima proprio nel distretto di Chernobyl) stanno valutando seriamente la possibilità di fermare le costruzioni già in atto, in quanto le centrali di terza generazione sono troppo costose.<br />
Ci sarà un perchè no? Perchè Obama, nuovo presidente degli Stati Uniti ha intenzione di tagliare i finanziamenti al nucleare per spostarli sullo studio delle energie rinnovabili? Perchè Sarkozy ha annunciato che entro il 2035 la Francia non avrà più centrali nucleari?<br />
Il Governo Berlusconi, è più furbo&#8230;  o più cieco? </p>
<p><strong>Jozmile dice la sua: NO AL NUCLEARE! Gli altri dicano la propria&#8230;</strong></p>
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		<title>Artenaonline.it e  wordpress 2.7</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 17:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jozmile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo blog è già aggiornato a wordpress 2.7.
Ma un altro importante progetto, www.artenaonline.it, no. I numeri e le complessità sono totalmente differenti e ho voluto aspettare fino all&#8217;ultimo prima di voler fare il grande salto alla nuova versione di wordpress. Ora, dato che il plugin NextGen Gallery non funziona con versioni precedenti la 2.7, ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo blog è già aggiornato a wordpress 2.7.</p>
<p>Ma un altro importante progetto, <a href="http://www.artenaonline.it" target="_blank">www.artenaonline.it</a>, no. I numeri e le complessità sono totalmente differenti e ho voluto aspettare fino all&#8217;ultimo prima di voler fare il grande salto alla nuova versione di wordpress. Ora, dato che il plugin NextGen Gallery non funziona con versioni precedenti la 2.7, ho deciso che è giunto il momento di aggiornare anche artenaonline.it (e di togliermi dalle scatole finalmente quel fastidioso messaggio con sfondo giallo in bacheca).</p>
<p><a href="http://jozmile.info/wp-content/uploads/2008/12/screenshot.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-98" title="screenshot" src="http://jozmile.info/wp-content/uploads/2008/12/screenshot.jpg" alt="screenshot" width="800" height="600" /></a></p>
<p>Potrei farlo con lo script php Fantastico che mi mette a disposizione l&#8217;hoster (che è lunarpages.com), ma non mi fido molto. Nel caso di procedure delicate come questa, preferisco, se c&#8217;è la possibilità, avere il controllo manuale. Seguo la guida ufficiale di <a href="http://www.wordpress-it.it/wiki/Main/AggiornareWordPress">wordpress-it.it</a>.</p>
<p>1) Effettuo il backup del database con il plugin <a href="http://wordpress.org/extend/plugins/wp-db-backup/">WP &#8211; DB &#8211; Backup</a>; non è una operazione veloce. Ci vogliono circa 40 minuti, li utilizzo per scaricare la <a href="http://it.wordpress.org/" target="_blank">nuova versione</a> in italiano. Alla fine ho sul desktop il file del backup: 4 mb di queries sql. Tremo solo all&#8217;idea di doverlo aprire in caso qualcosa è andato storto nel backup&#8230;</p>
<p>2) Faccio un backup manuale dell&#8217;installazione principale. Il buon Filezilla attacca la coda che gli piazzo davanti (2200 files) e la termina 1 ora (e 89 mb) dopo. Non contento uso anche la funziona Esporta di wordpress. Il sito è troppo grande e ci ha lavorato troppa gente per permettermi di perdermi qualcosa.</p>
<p>3) Eseguo l&#8217;aggiornamento: scompatto wordpress 2.7 in locale e, seguendo la guida italiana ufficiale di wordpress, faccio passo passo tutte le operazioni.</p>
<p>4) Riattivo temi e plugin, ricarico i file che ho modificato e il file .htaccess. Sudo freddo, ma tutto va come deve andare.</p>
<p>Ci ho messo due ore. Ma la nuova bacheca wordpress di artenaonline.it finalmente mi sorride!</p>
<p><a href="http://jozmile.info/wp-content/uploads/2008/12/screen.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-100" title="screen" src="http://jozmile.info/wp-content/uploads/2008/12/screen-300x225.jpg" alt="screen" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Nasce artena.wordpress.com</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 19:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jozmile</dc:creator>
				<category><![CDATA[life]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti si lamentano dalle mie parti che nei confronti del paese dove abito c&#8217;è poca organizzazione, c&#8217;è poca iniziativa, c&#8217;è poca fantasia e molto menefreghismo, soprattutto da parte dei giovani. E&#8217; vero, sono il primo a pensarlo, e proprio per questo mi faccio promotore di un nuovo spazio dedicato alla mia cittadina, un blog (per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti si lamentano dalle mie parti che nei confronti del paese dove abito c&#8217;è poca organizzazione, c&#8217;è poca iniziativa, c&#8217;è poca fantasia e molto menefreghismo, soprattutto da parte dei giovani. E&#8217; vero, sono il primo a pensarlo, e proprio per questo mi faccio promotore di un nuovo spazio dedicato alla mia cittadina, un blog (per ora), un contenitore variegato e multiutente di notizie, temi d&#8217;attualità, politica ed eventi culturali legati al mio paese di origine che è e sempre sarà parte integrante delle mie radici.</p>
<p>Sono dell&#8217;idea che il rinnovamento deve partire dal basso, dai giovani, da quelli che rappresentano il futuro, da quelli che non hanno una cultura del rispetto dei luoghi in cui vivono e della vita in generale.</p>
<p>No, non ce l&#8217;abbiamo questa cultura, o non tutti ce l&#8217;hanno, siamo brutti, sporchi, cattivi. Ma forse perchè è mancato quel qualcuno che ce l&#8217;abbia fatta scoprire. E allora parto da qui, da questo piccolo spazio, per sensibilizzare i miei concittadini su quello che è a mio avviso uno dei posti più belli della provincia.</p>
<p><a href="http://artena.wordpress.com" target="_blank">artena.wordpress.com</a></p>
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